Quali sono le piante a prova di pollice nero?

Non tutte le piante d’appartamento hanno bisogno di luce. Scopriamo le specie in grado di crescere anche in condizioni di poca luminosità.

Tutte le piante d’appartamento hanno bisogno di un po’ di luce solare, ma alcune specie ne richiedono molto meno rispetto alla maggior parte.

Quindi, anche se la tua casa non riceve la luce necessaria per far crescere rigogliose le tue piante, non temere e scopri insieme a noi quali sono le migliori piante da avere in condizioni di scarsa luminosità.

Sanseveria
La prima pianta è la sanseveria, che sta bene anche con poca luce e in un angolo ombreggiato e lontano dalla finestra. Per prenderti cura di questa pianta, basta innaffiarla solo quando lo strato superiore del terreno è completamente asciutto, il che di solito richiede circa due o tre settimane.

Pianta Ragno
La pianta ragno è conosciuta anche come Clorofito e si caratterizza per avere delle foglie lunghe e variegate, con colori intensi che vanno dal verde al bianco. Si tratta di una pianta in grado di sopravvivere anche in condizioni di pochissima illuminazione; infatti, spesso viene usata come pianta ornamentale negli uffici. Per innaffiarla tasta il terreno e procedi solo quando lo senti secco; puoi anche tenere un piattino sotto il vaso per mantenerla umida.

Pothos
Il pothos è una pianta ornamentale bellissima, che cresce forte e rigogliosa con poca luce, anzi se ne riceve troppa può anche seccarsi e morire.

Per far crescere in modo ottimale il tuo pothos lascia asciugare del tutto il terreno, tra un annaffiatura e l’altra. Per controllare, ti basterà infilare un dito nella terra, oppure semplicemente sollevare il vaso e vedere quanto è pesante: una pianta che ha bisogno di acqua sarà piuttosto leggera. Se il tuo pothos ha bisogno di una potatura, invece, puoi creare nuove piantine mettendo le talee in una tazza d’acqua su un davanzale fino a quando non fuoriescono nuove radici.

Felce capelvenere
Belle ma complicate da curare, le felci possono essere un po’ pignole. La cosa difficile qui è che non possono essere annaffiate troppo o troppo poco; queste piante vogliono l’umidità giusta, ma non amano essere troppo bagnate. Quindi, ti consigliamo di mettere un piatto sotto il vaso in modo che abbia sempre acqua a sufficienza; evita, invece, di innaffiarla dall’alto.

Edera
L’edera è un’ottima pianta da interno anche in condizioni di scarsa illuminazione. Ci sono tonnellate di varietà di edera; alcune sono di colore verde intenso, mentre altre hanno le foglie con variegature bianco-verdi. Si tratta di una pianta che non ha bisogno di troppe cure, e ti basterà annaffiarla solo quando il terreno è completamente asciutto.

Uccello del paradiso
L’uccello del paradiso è una pianta molto particolare, dall’aspetto tropicale. Ciò che la rende perfetta anche in caso di poca luce è che non necessita di particolari cure e attenzioni, basta che il terreno sia sempre umido ma non completamente bagnato.

Come recuperare una pianta che soffre

Una volta eliminate foglie e parti secche, la pianta va lavata completamente. Con acqua a temperatura ambiente. Come salvare le piante da interni. E come rianimare una pianta che sembra morta.

Mancata irrigazione, o troppa acqua. Posizione ed esposizione al sole sbagliata. Scarsa cura, specie della pianta e di tutto quanto la circonda. In qualsiasi mese dell’anno, e innanzitutto in estate, è possibile dedicarsi alle piante sofferenti. Nell’orto, in giardino e in un vaso. L’importante è non darsi per vinti, agire con metodo e con un obiettivo preciso ed essere consapevoli che qualsiasi pianta che soffre per colpa nostra è uno spreco.

COME RECUPERARE UNA PIANTA CHE SOFFRE
Per recuperare una pianta che soffre nel suo vaso, esiste un procedimento molto semplice, facile da applicare e solo con prodotti naturali e con poco materiale occorrente. Vediamolo da vicino.

Materiale occorrente

  • Terriccio fertile
  • materiale drenante
  • paletta
  • forbice
  • spruzzino
  • catino
  • Procedimento

Eliminare dalla pianta le parti secche e le foglie ingiallite lasciando solo le parti sane.
Pulire accuratamente le foglie. L’operazione non è semplice e va fatta con molta. Cura: ogni foglia, una per una, deve risultare ben pulita.
Immergere la pianta con il suo vaso in un catino in modo che il contenitore venga totalmente sommerso dall’acqua, oltre il suo bordo: inizialmente potrebbe essere necessario tenere fermo il vaso per evitare che galleggi. L’acqua dell’immersione deve essere a temperatura ambiente, né troppo fredda né troppo calda.
Tenere a mollo la pianta almeno fino a quando le bollicine, che indicano sacche d’aria nella zolla, non cesseranno di salire dal vaso in superficie.
Lasciare scolare l’acqua in eccesso.
Eventualmente aggiungere uno strato di terriccio sulla superficie.
Mettere la pianta in un luogo riparato preferibilmente a mezz’ombra fino a che non ha recuperato completamente. Evitate l’esposizione al sole.

COME SALVARE UNA PIANTA TROPPO ANNAFFIATA

A volte l’eccessiva cura può fare gli stessi danni dell’incuria. Per esempio quando esageriamo con l’acqua. Come salvare una pianta troppo annaffiata? Le cose da fare fondamentali sono tre.

Dare il tempo alla pianta di assorbire l’acqua. Ovviamente non datene più e consentite alla pianta di assorbirne il più possibile: per accelerare il processo, potete rovesciare la pianta ed estrarla lentamente dal vaso con tutte le radici, per poi rimetterla nella sua posizione naturale.
Rimuovete il vecchio terriccio, pulite bene le radici ed eliminate le parti marroni che intanto sono marcite. Seconda mossa: spostate la pianta in una zona ombreggiata, lontano dai raggi solari. E questo per fare in modo che l’acqua possa tornare a salire dalla base della pianta, dove è bloccata dalla sua quantità eccessiva, alla parte alta delle foglie.
Picchettate con leggerezza il vaso, senza fare danni, e così farete in modo di smuovere il terriccio e di distribuire meglio l’acqua. Questo procedimento, tra l’altro vi eviterà dio rovesciare il vaso per tirare fuori le radici.
COME SALVARE UNA PIANTA DA INTERNO

Quando avete i segnali di malessere di una pianta da interno (per esempio le foglie che ripiegano op si ingialliscono), allora dovete intervenire prima che sia troppo tardi. E anche in modo molto deciso. Innanzitutto controllate la salute delle foglie e delle radici (se sono ancora solide, la pianta è viva e vegeta), e poi passate alla fase dell’immersione. La pianta va messa in una bacinella con acqua ossigenata per alcuni minuti, e poi ripiantata. A quel punto potete annaffiarla con acqua e sale.

COME RECUPERARE UNA PIANTA MORTA?

Come si può recuperare una pianta morta? Non scoraggiatevi anche nel caso peggiore, quando tutto sembra compromesso. La situazione classica è la seguente: tornate a casa dalle vacanze e vi ritrovate con le piante in terrazza o sul balcone secche e piegate. Le considerate morte. In realtà, le radici sono ancora solide e resistenti, la pianta è viva e potete salvarla. Procedete con rapidità. Sciogliete dell’aspirina nell’acqua e spruzzatela sulla pianta: è molto efficace. Immergete la pianta per almeno trenta minuti nell’acqua a temperatura ambiente, fino a quando non appariranno bollicine in superficie. Poi trapiantatela nuovamente nel vaso, pulite le foglie secche e sistematela in un luogo ombreggiato, lontano dai raggi del sole. Rimedio estremo, infine, per situazione estrema: una volta lavata e pulita la pianta, e dopo averla rimessa nel vaso, copritela con un telo di plastica. In questo modo l’umidità dovrebbe aiutare le foglie a riprendersi e le radici a distribuire l’acqua in circolazione.

Glicine come e quando potare la pianta rampicante.

Quando e come potare correttamente il glicine,  per farlo fiorire ancora più armonioso e rigoglioso

Il glicine è una pianta rampicante molto diffusa e apprezzata, perché regala una splendida e suggestiva fioritura sui toni del lilla. Utilizzata per decorare giardini e pergolati, questa pianta si può coltivare sia in terra sia in vaso, ciò di cui ha bisogno regolarmente è la potatura due volte all’anno in modo da crescere sana, forte e rigogliosa. 

Glicine:  Le sue caratteristiche

Prima di scoprire come procedere con la potatura del glicine, è opportuno conoscerne alcune caratteristiche. Si tratta di una pianta rampicante e ornamentale originaria dell’Asia, appartenente alla famiglia delle Fabaceae, e il cui nome botanico è Wisteria. Vi sono due varietà di glicine, Wisteria sinensis e Wisteria floribunda. La prima ha origine in Cina e può raggiungere altezze esagerate, anche trenta metri; mentre, la seconda originaria del Giappone, arriva a un’altezza di dieci metri.

Il glicine predilige le temperature miti e può essere coltivato sia in vaso sia in terreno, necessita di potature regolari per favorirne la crescita; infatti, spesso la fioritura insoddisfacente può dipendere da una potatura non eseguita correttamente.  

Come e quando potare il glicine

La potatura è indispensabile per favorire una crescita sana, ordinata e armoniosa della pianta. Questa operazione deve essere effettuata due volte l’anno, in estate e in inverno. Vediamo come eseguirla nel dettaglio.

Potatura estiva 

La potatura estiva si effettua tra il mese di luglio e agosto, e consiste nell’accorciare fino a circa un metro tutti i rami vecchi di un anno, per stimolare la fioritura e una nuova crescita. 

Durante questa operazione è consigliabile eliminare anche i polloni e gli stoloni, ossia i rami più grossi che solitamente si formano alla base, e che danno una forma disordinata e asimmetrica alla pianta; in più, se il glicine ha origine da un innesto solitamente questi sono molto grossi e possono addirittura assorbire energia e indebolire la pianta. 

Potatura invernale

La potatura invernale del glicine, invece, si effettua dopo la caduta delle foglie. Se il clima è troppo rigido, però, il consiglio è di attendere la fine dell’inverno, al termine delle gelate.

Durante questa operazione devono essere accorciati tutti i rami di un anno, lasciando almeno quattro o cinque gemme; occorre anche in questo caso eliminare i polloni basali, che rovinano l’armonia della pianta, i rami secchi, danneggiati e rotti

Ovviamente, il consiglio per una potatura ottimale è, sia in estate sia in inverno, eliminare tutte quelle parti che tolgono risorse ed energia alla pianta e che ne ostacolano la crescita e la fioritura. Se poi si desidera dare al glicine una forma precisa, è bene scegliere un ramo adatto e non tagliarlo, bensì legarlo nella direzione in cui desideriamo stimolare la crescita. 

Giardinaggio: le cose da fare luglio-agosto

Sono in fiore: Magnolia grandiflora e Clerodendrum trichotomum. Annaffiare regolarmente e con abbondanza, intervenendo al mattino presto o alla sera per evitare ustioni sulle foglie più delicate. Attenzione agli alberi messi a dimora in primavera, occorre fare in modo che l’acqua raggiunga anche le radici più profonde.

L’ingiallimento delle foglie può essere un sintomo d’insufficienza idrica: intervenire con abbondanti irrigazioni, e, se necessario, nebulizzazioni quotidiane su rami e foglie fino alla ripresa della pianta.

Può essere utile proteggere i tronchi delle specie più sensibili ai raggi solari diretti con juta o tela di sacco; in alternativa disporre una rete ombreggiante tesa con pali infissi nel terreno. Controllare periodicamente l’efficacia dei tutori che dovranno essere lasciati per almeno un anno.

RAMPICANTI

Per ottenere la forma desiderata, legare i rami di nuova formazione ai tutori, aggiungendone di nuovi, nel caso in cui quelli presenti non siano sufficienti. I rami più piccoli possono essere legati utilizzando delle foglie secche di Iris.

Moltiplicazione

Moltiplicare Trachelospermum jasminoides (falso gelsomino) prelevando talee lunghe 8-10 cm provviste di una porzione del ramo portante, e piantandole in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali. E’ sempre bene utilizzare un ormone radicante sulla superficie di taglio.

Potature

Effettuare una potatura di contenimento alle piante che si sono accresciute troppo (HederaParthenocissus tricuspidata, ecc.).

In agosto, si può provvedere all’eliminazione del legno vecchio e alla cimatura dei rami principali, favorendo così l’emissione dei rametti laterali. E’ importante provvedere tempestivamente ad eliminare i residui della potatura, che potrebbero ospitare dei parassiti, e rappresentare dunque un focolaio d’infezione.

ARBUSTI

Tra luglio e agosto si possono ammirare le fioriture di: Abelia chinensis, Abelia grandifloraAbelia rupestrisBuddleia alternifolia e B. davidiiCalycanthus floridusCaryopteris mastacanthusCeanothusClematisCotinus coggygria, alcune varietà di Erica, HypericumHebeHibiscus syriacusHydrangea macrophylla e H.paniculataLagerstroemia indicaLavandula angustifoliaRhus typhina ‘Laciniata’ e Spiraea bumalda. Eliminare i fiori man mano che appassiscono e distribuire un concime specifico.

Irrigazioni e pacciamature

Annaffiare regolarmente e con abbondanza, intervenendo al mattino presto o alla sera.

Predisporre una buona pacciamatura per migliorare la penetrazione dell’acqua e ridurre l’evaporazione, utilizzando materiale organico di vario tipo, come terriccio torboso, corteccia e aghi di pino, trucioli di legno, foglie secche, ecc. La pacciamatura svolge anche una funzione diserbante, ostacolando lo sviluppo delle erbe infestanti. Per rompere la capillarità del suolo e limitare la traspirazione, serve anche zappettare l’area intorno alla base del tronco, evitando le zone vicino alle essenze con radici superficiali, che potrebbero danneggiarsi.

Potature

E’ il periodo più adatto per accorciare la vegetazione delle siepi di Buxus sempervirensCarpinus betulusCotoneaster franchetiiFagus sylvaticaLaurus nobilisPrunus laurocerasus, e Thuja plicata; ma non quelle di Cotoneaster Pyracantha che stanno emettendo le bacche decorative. Tagliare i getti non lignificati che si sono formati tra la primavera e l’estate, ed eliminare subito i residui di potatura, spesso rifugio di parassiti.

Messa a dimora

Verso la fine di agosto mettere a dimora conifere e arbusti sempreverdi, in modo che si affranchino bene prima dell’arrivo del grande freddo. Rizollare i sempreverdi e le latifoglie, poi irrigare ogni 4 o 5 giorni.

Moltiplicazioni

Moltiplicare Ceanothus e Pyracantha, tagliando talee lunghe 8-10 cm e piantandole in cassone vetrato o in serra in un miscuglio composto da parti uguali di torba e sabbia. Utilizzare un ormone radicante sulla superficie di taglio.

Agosto è il mese più indicato per riprodurre per talea semilegnosa alcuni arbusti come BerberisBuddleiaCotoneasterEricaDeutziaPrunus laurocerasusHibiscus.

 

PIANTE ERBACEE PERENNI

Tra le numerose erbacee in fiore si possono ammirare: AcanthusCoreopsisEremurusKniphofiaSaponaria, ecc. Ricordiamo di eliminare i fiori appassiti in modo da stimolare una nuova fioritura in autunno.

Semine e raccolta semi

Il mese di luglio è il momento giusto per seminare AquilegiaArabisAsterEpimediumHelleborusPrimula Viola. Ad agosto s’inizia la semina di alcune piante a fioritura primaverile, come AgeratumAlyssum Calendula. Sempre ad agosto si raccolgono i semi maturi delle perenni che hanno fiorito nei mesi precedenti, si lasciano asciugare all’aria e si immagazzinano, dopo averli divisi per specie e colore.

Tutori

È importante sostenere con appositi tutori le piante che si accrescono molto in altezza, come Delphinum e Aconitum, prima che possano essere danneggiate dai forti venti e dai temporali tipici della stagione estiva.

Talee

In questi mesi, si possono moltiplicare tramite talea tutte le specie di Viola, prelevando dalla base dei cespi più rigogliosi porzioni di germogli lunghi 2-5 cm e mettendoli a radicare in cassone freddo in un miscuglio composto da parti uguali di torba e sabbia. Le nuove piantine si potranno poi mettere a dimora da ottobre a marzo.

Anche Coleus blumei e Dianthus barbatus possono essere propagati per talea: in questo caso si prelevano talee lunghe 7-8 centimetri, si eliminano le foglie inferiori e si mettono a radicare in vasetti colmi di sabbia e torba in parti uguali, infine si sistemano in un luogo ombreggiato. Per una sicura radicazione occorre poi mantenere il terriccio sempre umido, evitando però il ristagno idrico, poiché è una possibile causa di malattie fungine.

Divisione cespi

Per divisione dei cespi si possono moltiplicare le piante che si sono accresciute troppo di Arabis, Aubrietia e Primula. Dopo aver estratto le piante dal terreno, si eliminano le parti rovinate, si dividono in sezioni provviste di radici e di alcuni getti nuovi, infine s’interrano le nuove piantine alla stessa profondità di prima.

Propaggine

I garofanini da bordura si moltiplicano invece per propaggine degli steli laterali. Si scelgono dei germogli sani e vigorosi e si ripiegano sul terreno, si ricopre la parte piegata con del terriccio e la si fissa al suolo con un filo di ferro. Dopo circa due mesi si possono separare le nuove piantine dalla pianta madre.

Trapianti

In questo periodo devono essere messe a dimora le piantine seminate in giugno.

Irrigazione

Annaffiare tutte le perenni secondo le necessità, facendo però attenzione a non bagnare foglie e fiori perché potrebbero andare incontro a marciumi.

Dalie

In agosto le dalie sono in piena fioritura: eliminare i boccioli laterali ed effettuate delle fertirrigazioni settimanali a base di potassio. Queste operazioni hanno lo scopo di ottenere dei fiori di maggiori dimensioni e vivacemente colorati.

Gerani

In agosto si possono ancora propagare i gerani (Pelargonium): si prelevano dalla parte mediana del fusto delle talee lunghe circa 10 cm, si fanno asciugare per qualche ora e si tolgono le foglie, lasciando circa 2 cm di picciolo. Si interrano preferibilmente in vasetti singoli riempiti con un terriccio molto sabbioso, e si posizionano in un luogo ombreggiato e fresco. Alla comparsa delle nuove foglie, si trasferiscono le piantine in un contenitore più grande.

 

 

 

PIANTE ERBACEE ANNUALI E PERENNI

Numerose annuali e biennali sono in piena fioritura (AgeratumBellis perennisCelosiaConvolvulus tricolorDelphiniumDianthusDigitalisPetuniaPhlox, ecc.) e necessitano di particolare attenzione: annaffiare regolarmente, intervenendo anche tutte le sere in caso di forte siccità. E’ consigliabile asportare le infiorescenze appassite delle specie che producono semi (come Petunia e Tagetes), praticando una leggera cimatura per evitare la disseminazione e favorire una fioritura abbondante e prolungata.

Su Chrysanthemum ‘Williams’, occorre effettuare la sbocciolatura, eliminando il primo bocciolo (detto “falso bottone”) perché darebbe origine ad un fiore irregolare.

Se in questo periodo di vacanzeci si deve assentare, asportare i boccioli dalle piantine, così al rientro ci saranno nuovi germogli pronti a sbocciare.

Messa a dimora

In luglio si trapiantano PetuniaSalviaTagetes e Zinnia, scegliendo una posizione soleggiata e utilizzando terreno leggero, ben drenato.

Tutori

Sistemare gli appositi sostegni vicino alle piante che si accrescono molto in altezza, onde evitare che si pieghino a causa del vento o del loro stesso peso.

Concimazioni: Somministrare ogni due settimane un concime complesso in forma liquida, da distribuire nelle ore più fresche.

Semine

Nel mese di luglio è ancora possibile seminare: BellisMyosotisViola e i cavoli ornamentali che, con il loro fogliame variegato in rosa, bianco e verde, orneranno le aiuole da novembre a gennaio.  

A fine agosto, si seminano invece: CampanulaDigitalisMyosotisAquilegia e Viola.

Fiori recisi

Volendo abbellire la casa con fiori recisi raccolti in giardino, conviene intervenire al mattino presto praticando un taglio netto ed obliquo; si eliminano poi le foglie basali e s’immergono i gambi in vasi riempiti con acqua, lasciandoli in un luogo fresco per alcune ore prima di trasferirli nell’abitazione.

Malattie

Con l’arrivo dei primi temporali e l’aumento dell’umidità relativa dell’aria, si possono verificare attacchi di ruggine e di mal bianco.

La ruggine si manifesta con la comparsa sulla pagina inferiore delle foglie di pustole concentriche, dalle quali a maturità fuoriescono numerosissime spore che, veicolate dall’acqua e dal vento, diffondono l’infezione.

Le foglie attaccate da mal bianco sono invece ricoperte da una muffa farinosa che provoca l’ingiallimento e il disseccamento della vegetazione.

Contro queste avversità si può intervenire con trattamenti settimanali a base di bitertanolo-25 (Proclaim) alternato a zolfo bagnabile, secondo dosi e modalità riportati in etichetta

BULBOSE

Le specie a fioritura estivo-autunnale sono nel pieno del loro splendore e per mantenersi tali il più a lungo possibile, devono essere annaffiate regolarmente, e ripulite dai fiori appassiti e dalle foglie secche e ingiallite. Occorre poi sostenere le varietà più alte con appositi tutori. E‘ consigliabile estirpare le erbe infestanti eventualmente presenti e zappettare il terreno per limitare la traspirazione.

Se si vuole che le dalie producano dei fiori più grandi e robusti, bisogna ricordarsi di asportare regolarmente i boccioli laterali.

Messa a dimora

In luglio si possono ancora piantare alcune bulbose: AnemoneColchicumCrocus a fioritura autunnale, Fritillaria imperialis, le varietà di Gladiolus a fioritura tardiva, Sternbergia lutea, ecc.

In agosto si piantano in piena terra NarcissusCrocusHelleborusRanunculusAnemoneIris rizomatosi, ecc. È importante studiare bene la disposizione di specie e cultivar che fioriscono in tempi diversi, in modo da prolungare l’effetto decorativo dalla primavera fino all’inverno.

Bulbi da immagazzinare

Completare la pulizia dei bulbi che sono stati tolti dal terreno il mese passato, dividerli per qualità e colore e immagazzinarli in un locale ben aerato.

Bulbi inselvatichiti

In agosto sarà arrivato il momento di diradare i bulbi lasciati a inselvatichire nei prati: si tolgono dal terreno con l’aiuto di una vanga-forca, facendo attenzione a non danneggiarli. Si scartano quelli vecchi o quelli che presentano delle imperfezioni e si trapiantano subito gli altri, disponendoli a distanze variabili tra 50 cm e 1 m a seconda della specie. Ricordarsi di mettere i bulbi soggetti a marciumi in uno strato di sabbia, in modo da migliorare il drenaggio.

Fioriture in casa a dicembre

Per avere in casa delle piante fiorite già a partire da dicembre, a fine agosto disporre i bulbi in ciotole di fibra o altro materiale, e riporle in un ambiente buio per tre o quattro mesi, bagnando ad intervalli regolari, in modo da mantenere i recipienti sempre leggermente umidi.

In questa stagione conviene completare le ordinazioni dei bulbi da mettere a dimora in autunno e che fioriranno l’anno prossimo.

Malattie

In questo periodo possono essere frequenti gli attacchi di ruggine e mal bianco. Se si notano i sintomi di queste malattie bisogna intervenire tempestivamente con prodotti specifici, secondo dosi e modalità riportate in etichetta.

ROSE

In estate è fondamentale che le rose ricevano la giusta quantità di acqua, in quanto scarse annaffiature potrebbero favorire la crescita di radici superficiali e la produzione di fiori di piccole dimensioni. Occorre quindi bagnare abbondantemente facendo in modo che l’acqua raggiunga le radici profonde, intervenendo anche tutti i giorni in caso di siccità. Se necessario, zappettare il terreno alla base delle piante e rinnovare la pacciamatura.

Concimazioni

Può essere utile in questo periodo distribuire un concime ternario (azoto, fosforo e potassio), interrandolo con una leggera zappettatura (4 Kg. ogni 100 m2).

Potature

Si può praticare una potatura verde sugli arbusti di rose che si sono infittiti troppo, per favorire la circolazione di aria e luce e permettere una crescita regolare. Asportare i fiori appassiti nelle cultivar rifiorenti, mentre si consiglia di lasciare che si formino i frutti decorativi nelle specie non rifiorenti come Rosa rugosaR. complicata e R. pimpinellifolia. Eliminare i succhioni che nascono sotto il punto d’innesto e che toglierebbero sostanze nutritive alla pianta, indebolendola.

Moltiplicazione

Agosto è il periodo adatto per moltiplicare le rose tramite innesto a gemma, talea semi-legnosa e propaggine. Il metodo della propaggine è adatto per le rose rampicanti e le cultivar con fusti flessibili, come Rosa alba e R. damascena: si sceglie un getto vigoroso dalla parte basale della pianta e lo si interra in modo che la porzione terminale sia rivolta verso l’alto. Si pratica un’incisione nel punto di contatto con il suolo e si pennella con polvere di ormoni radicanti. Si eliminano le foglie e i germogli laterali posteriori a quel punto, si fissa il getto nel terreno con un filo di ferro ripiegato ad U, e si lega il fusticino emergente ad un tutore. La radicazione avverrà in un anno circa.

Sarmentose

‘Sister Elizabeth’ (David Austin 2006) Rosa Inglese bassa e arrotondata arcuandosi e diramendosi forma un arbusto simmetrico

Occorre dedicare un po’ di attenzione alle rose sarmentose, eliminando la vegetazione che ha fiorito nelle piante non rifiorenti, e tagliando tre gemme in quelle rifiorenti per favorire la fioritura di settembre-ottobre.

In luglio è consigliabile effettuare la potatura delle sarmentose che hanno terminato la fioritura: nel caso di piante giovani, si riducono i getti laterali per circa i due terzi della loro lunghezza. Dal terzo anno in poi occorre tagliare al livello del terreno i fusti fioriferi. Se il numero dei germogli appare scarso, mantenere i rami vecchi per un’altra stagione, potando i germogli laterali a due-tre gemme.

Rose rampicanti

Continuare a fissare i nuovi getti delle rose rampicanti ad appositi sostegni.

‘Teasing Georgia’ (David Austin 1998) Rosa rifiorente, ha vinto la medaglia Henry Edland nel 2002 per varietà con migliore profumazione

Prevenzione malattie

Effettuare un trattamento antiparassitario preventivo contro le principali patologie che si possono manifestare in questa stagione (mal bianco, ruggine e ticchiolatura).

Si possono iniziare a moltiplicare le rose mediante innesto ad occhio dormiente su selvatico (in genere a questo scopo si utilizzano Rosa canina e R. rugosa, dotate di un sistema radicale molto vigoroso ed elevata compatibilità con la gran parte delle rose coltivate).

Rose in miniatura

Le rose in miniatura possono essere moltiplicate per talea prelevando dei rametti lunghi 5-10 cm provvisti di una porzione del ramo portante (“tallone”) e piantandoli in un miscuglio composto da torba e sabbia in parti uguali, in cassone freddo. Le piantine s’invasano singolarmente alla comparsa delle radici, e potranno essere messe a dimora in autunno.

GIARDINI ROCCIOSI

A luglio sono in fiore: Achillea filipendulina e A. tomentosaArmeria alpinaAsclepias tuberosaCampanula carpaticaChrysanthemum leucanthemumCineraria maritimaCoreopsis grandifloraCyclameneuropaeumDelphinium hybridumDigitalis purpureaGaillardiaGeum coccineumGypsophila repensHemerocallisHeuchera sanguineaHostaHypericum calycinumLavandula spicaLeontopodium alpinumLupinus polyphyllusLychnis chalcedonicaPapaver alpinum e nudicaulePenstemon barbatusPhlox decussataSantolina chamaecyparissusSedum acreThymus serpyllumVeronica spicataVinca major.

In agosto si possono ammirare le fioriture di: Achillea filipendulinaAnemone japonicaAsclepias tuberosaAster ibridi nani, Astilbe arendsiiCampanula carpaticaCeratostigma plumbaginoidesCyclamen europaeumDelphinium ibridi, GaillardiaGypsophila repens, ecc.

Annaffiature e infestanti

In caso di forte siccità è necessario annaffiare regolarmente, facendo attenzione a non creare ruscellamenti con conseguente asportazione di terriccio. Estirpare le erbe infestanti e, in presenza di lumache o altri insetti, disinfestare con prodotti appositi.

Potature

Asportare le infiorescenze appassite. In agosto cimare FuchsiaLantanaLavandula e altre specie suffruticose, per stimolare la fioritura autunnale.

Eseguire una potatura verde sui piccoli arbusti troppo infoltiti, eliminando rami e parte del fogliame nel centro della pianta, così da favorire la circolazione di aria e luce e limitare gli attacchi fungini.

Moltiplicazioni 

In agosto, dividere i cespi delle specie alpine a fioritura primaverile: si tolgono dal terreno, si sezionano con coltello affilato, e si ripiantano alla stessa profondità, riparandole con una rete ombreggiante. Se le porzioni sono piccole, conviene invasarle e lasciarle crescere in cassone freddo fino a quando spunteranno nuove radici.

Per talea si moltiplicano AethionemaAubrietiaDaphneHelianthemumIberisSedum, ecc.

Malattie

In presenza di attacchi fungini o parassitari, meglio estirpare e bruciare le piante per impedire la diffusione delle infezioni. Sostituire poi le piante morte o eliminate.

PIANTE ACQUATICHE VASCHE E LAGHETTI

Numerose specie acquatiche sono in fiore: Butomus umbellatusNymphaea spp., Pontederia cordataRanunculus linguaSagittaria sagittifolia, ecc.

Le piante galleggianti e ossigenanti sono in piena attività vegetativa: è necessario diradare quelle che tendono ad accrescersi troppo poiché potrebbero compromettere la qualità dell’acqua. Asportare le alghe sulla superficie del laghetto ed eliminare i fiori appassiti delle piante acquatiche, per stimolare una nuova fioritura ed impedire che si vadano ad accumulare sul fondo. Rabboccare l’acqua evaporata e rinnovarla parzialmente per mantenerla sempre fresca ed ossigenata.

Eliminare le infestanti eventualmente presenti sulla riva, e, se necessario, irrigare in modo che il terreno rimanga sempre umido. Colpire gli afidi con il getto d’acqua, così da favorirne la caduta e l’ingestione da parte dei pesci.

Propagazione 

Piante sommerse (Lagarosiphon major e  Myriophyllum): prelevare dall’apice delle talee lunghe 10-15 cm, inserirle in vasi con terreno fertile e sommergerle; alla comparsa delle radici, trapiantare a dimora.

Talee di fusto: Ceratophyllum, Elodea, HottoniaPolygonumRanunculusVeronica, ecc. Si prelevano talee lunghe 15-20 cm e si dispongono singolarmente o in mazzi di 3-6 in un vasetto riempito con terriccio, che poi s’immerge in un contenitore pieno di acqua, in modo che i fusti restino sotto la superficie, e lo si posiziona in un luogo fresco e ombreggiato. Dopo la radicazione, si trapiantano le nuove piantine in recipienti più grandi e si inseriscono nel laghetto.

Ninfee: possono essere moltiplicate facendo delle sezioni di radice provviste di una sola gemma, da collocare in contenitori sommersi. Nelle specie vivipare è sufficiente staccare le plantule figlie che si formano lungo la nervatura centrale delle foglie e si rinseriscono nell’acqua, dove radicheranno rapidamente.