Quali sono le piante a prova di pollice nero?

Non tutte le piante d’appartamento hanno bisogno di luce. Scopriamo le specie in grado di crescere anche in condizioni di poca luminosità.

Tutte le piante d’appartamento hanno bisogno di un po’ di luce solare, ma alcune specie ne richiedono molto meno rispetto alla maggior parte.

Quindi, anche se la tua casa non riceve la luce necessaria per far crescere rigogliose le tue piante, non temere e scopri insieme a noi quali sono le migliori piante da avere in condizioni di scarsa luminosità.

Sanseveria
La prima pianta è la sanseveria, che sta bene anche con poca luce e in un angolo ombreggiato e lontano dalla finestra. Per prenderti cura di questa pianta, basta innaffiarla solo quando lo strato superiore del terreno è completamente asciutto, il che di solito richiede circa due o tre settimane.

Pianta Ragno
La pianta ragno è conosciuta anche come Clorofito e si caratterizza per avere delle foglie lunghe e variegate, con colori intensi che vanno dal verde al bianco. Si tratta di una pianta in grado di sopravvivere anche in condizioni di pochissima illuminazione; infatti, spesso viene usata come pianta ornamentale negli uffici. Per innaffiarla tasta il terreno e procedi solo quando lo senti secco; puoi anche tenere un piattino sotto il vaso per mantenerla umida.

Pothos
Il pothos è una pianta ornamentale bellissima, che cresce forte e rigogliosa con poca luce, anzi se ne riceve troppa può anche seccarsi e morire.

Per far crescere in modo ottimale il tuo pothos lascia asciugare del tutto il terreno, tra un annaffiatura e l’altra. Per controllare, ti basterà infilare un dito nella terra, oppure semplicemente sollevare il vaso e vedere quanto è pesante: una pianta che ha bisogno di acqua sarà piuttosto leggera. Se il tuo pothos ha bisogno di una potatura, invece, puoi creare nuove piantine mettendo le talee in una tazza d’acqua su un davanzale fino a quando non fuoriescono nuove radici.

Felce capelvenere
Belle ma complicate da curare, le felci possono essere un po’ pignole. La cosa difficile qui è che non possono essere annaffiate troppo o troppo poco; queste piante vogliono l’umidità giusta, ma non amano essere troppo bagnate. Quindi, ti consigliamo di mettere un piatto sotto il vaso in modo che abbia sempre acqua a sufficienza; evita, invece, di innaffiarla dall’alto.

Edera
L’edera è un’ottima pianta da interno anche in condizioni di scarsa illuminazione. Ci sono tonnellate di varietà di edera; alcune sono di colore verde intenso, mentre altre hanno le foglie con variegature bianco-verdi. Si tratta di una pianta che non ha bisogno di troppe cure, e ti basterà annaffiarla solo quando il terreno è completamente asciutto.

Uccello del paradiso
L’uccello del paradiso è una pianta molto particolare, dall’aspetto tropicale. Ciò che la rende perfetta anche in caso di poca luce è che non necessita di particolari cure e attenzioni, basta che il terreno sia sempre umido ma non completamente bagnato.

Giardinaggio: le cose da fare luglio-agosto

Sono in fiore: Magnolia grandiflora e Clerodendrum trichotomum. Annaffiare regolarmente e con abbondanza, intervenendo al mattino presto o alla sera per evitare ustioni sulle foglie più delicate. Attenzione agli alberi messi a dimora in primavera, occorre fare in modo che l’acqua raggiunga anche le radici più profonde.

L’ingiallimento delle foglie può essere un sintomo d’insufficienza idrica: intervenire con abbondanti irrigazioni, e, se necessario, nebulizzazioni quotidiane su rami e foglie fino alla ripresa della pianta.

Può essere utile proteggere i tronchi delle specie più sensibili ai raggi solari diretti con juta o tela di sacco; in alternativa disporre una rete ombreggiante tesa con pali infissi nel terreno. Controllare periodicamente l’efficacia dei tutori che dovranno essere lasciati per almeno un anno.

RAMPICANTI

Per ottenere la forma desiderata, legare i rami di nuova formazione ai tutori, aggiungendone di nuovi, nel caso in cui quelli presenti non siano sufficienti. I rami più piccoli possono essere legati utilizzando delle foglie secche di Iris.

Moltiplicazione

Moltiplicare Trachelospermum jasminoides (falso gelsomino) prelevando talee lunghe 8-10 cm provviste di una porzione del ramo portante, e piantandole in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali. E’ sempre bene utilizzare un ormone radicante sulla superficie di taglio.

Potature

Effettuare una potatura di contenimento alle piante che si sono accresciute troppo (HederaParthenocissus tricuspidata, ecc.).

In agosto, si può provvedere all’eliminazione del legno vecchio e alla cimatura dei rami principali, favorendo così l’emissione dei rametti laterali. E’ importante provvedere tempestivamente ad eliminare i residui della potatura, che potrebbero ospitare dei parassiti, e rappresentare dunque un focolaio d’infezione.

ARBUSTI

Tra luglio e agosto si possono ammirare le fioriture di: Abelia chinensis, Abelia grandifloraAbelia rupestrisBuddleia alternifolia e B. davidiiCalycanthus floridusCaryopteris mastacanthusCeanothusClematisCotinus coggygria, alcune varietà di Erica, HypericumHebeHibiscus syriacusHydrangea macrophylla e H.paniculataLagerstroemia indicaLavandula angustifoliaRhus typhina ‘Laciniata’ e Spiraea bumalda. Eliminare i fiori man mano che appassiscono e distribuire un concime specifico.

Irrigazioni e pacciamature

Annaffiare regolarmente e con abbondanza, intervenendo al mattino presto o alla sera.

Predisporre una buona pacciamatura per migliorare la penetrazione dell’acqua e ridurre l’evaporazione, utilizzando materiale organico di vario tipo, come terriccio torboso, corteccia e aghi di pino, trucioli di legno, foglie secche, ecc. La pacciamatura svolge anche una funzione diserbante, ostacolando lo sviluppo delle erbe infestanti. Per rompere la capillarità del suolo e limitare la traspirazione, serve anche zappettare l’area intorno alla base del tronco, evitando le zone vicino alle essenze con radici superficiali, che potrebbero danneggiarsi.

Potature

E’ il periodo più adatto per accorciare la vegetazione delle siepi di Buxus sempervirensCarpinus betulusCotoneaster franchetiiFagus sylvaticaLaurus nobilisPrunus laurocerasus, e Thuja plicata; ma non quelle di Cotoneaster Pyracantha che stanno emettendo le bacche decorative. Tagliare i getti non lignificati che si sono formati tra la primavera e l’estate, ed eliminare subito i residui di potatura, spesso rifugio di parassiti.

Messa a dimora

Verso la fine di agosto mettere a dimora conifere e arbusti sempreverdi, in modo che si affranchino bene prima dell’arrivo del grande freddo. Rizollare i sempreverdi e le latifoglie, poi irrigare ogni 4 o 5 giorni.

Moltiplicazioni

Moltiplicare Ceanothus e Pyracantha, tagliando talee lunghe 8-10 cm e piantandole in cassone vetrato o in serra in un miscuglio composto da parti uguali di torba e sabbia. Utilizzare un ormone radicante sulla superficie di taglio.

Agosto è il mese più indicato per riprodurre per talea semilegnosa alcuni arbusti come BerberisBuddleiaCotoneasterEricaDeutziaPrunus laurocerasusHibiscus.

 

PIANTE ERBACEE PERENNI

Tra le numerose erbacee in fiore si possono ammirare: AcanthusCoreopsisEremurusKniphofiaSaponaria, ecc. Ricordiamo di eliminare i fiori appassiti in modo da stimolare una nuova fioritura in autunno.

Semine e raccolta semi

Il mese di luglio è il momento giusto per seminare AquilegiaArabisAsterEpimediumHelleborusPrimula Viola. Ad agosto s’inizia la semina di alcune piante a fioritura primaverile, come AgeratumAlyssum Calendula. Sempre ad agosto si raccolgono i semi maturi delle perenni che hanno fiorito nei mesi precedenti, si lasciano asciugare all’aria e si immagazzinano, dopo averli divisi per specie e colore.

Tutori

È importante sostenere con appositi tutori le piante che si accrescono molto in altezza, come Delphinum e Aconitum, prima che possano essere danneggiate dai forti venti e dai temporali tipici della stagione estiva.

Talee

In questi mesi, si possono moltiplicare tramite talea tutte le specie di Viola, prelevando dalla base dei cespi più rigogliosi porzioni di germogli lunghi 2-5 cm e mettendoli a radicare in cassone freddo in un miscuglio composto da parti uguali di torba e sabbia. Le nuove piantine si potranno poi mettere a dimora da ottobre a marzo.

Anche Coleus blumei e Dianthus barbatus possono essere propagati per talea: in questo caso si prelevano talee lunghe 7-8 centimetri, si eliminano le foglie inferiori e si mettono a radicare in vasetti colmi di sabbia e torba in parti uguali, infine si sistemano in un luogo ombreggiato. Per una sicura radicazione occorre poi mantenere il terriccio sempre umido, evitando però il ristagno idrico, poiché è una possibile causa di malattie fungine.

Divisione cespi

Per divisione dei cespi si possono moltiplicare le piante che si sono accresciute troppo di Arabis, Aubrietia e Primula. Dopo aver estratto le piante dal terreno, si eliminano le parti rovinate, si dividono in sezioni provviste di radici e di alcuni getti nuovi, infine s’interrano le nuove piantine alla stessa profondità di prima.

Propaggine

I garofanini da bordura si moltiplicano invece per propaggine degli steli laterali. Si scelgono dei germogli sani e vigorosi e si ripiegano sul terreno, si ricopre la parte piegata con del terriccio e la si fissa al suolo con un filo di ferro. Dopo circa due mesi si possono separare le nuove piantine dalla pianta madre.

Trapianti

In questo periodo devono essere messe a dimora le piantine seminate in giugno.

Irrigazione

Annaffiare tutte le perenni secondo le necessità, facendo però attenzione a non bagnare foglie e fiori perché potrebbero andare incontro a marciumi.

Dalie

In agosto le dalie sono in piena fioritura: eliminare i boccioli laterali ed effettuate delle fertirrigazioni settimanali a base di potassio. Queste operazioni hanno lo scopo di ottenere dei fiori di maggiori dimensioni e vivacemente colorati.

Gerani

In agosto si possono ancora propagare i gerani (Pelargonium): si prelevano dalla parte mediana del fusto delle talee lunghe circa 10 cm, si fanno asciugare per qualche ora e si tolgono le foglie, lasciando circa 2 cm di picciolo. Si interrano preferibilmente in vasetti singoli riempiti con un terriccio molto sabbioso, e si posizionano in un luogo ombreggiato e fresco. Alla comparsa delle nuove foglie, si trasferiscono le piantine in un contenitore più grande.

 

 

 

PIANTE ERBACEE ANNUALI E PERENNI

Numerose annuali e biennali sono in piena fioritura (AgeratumBellis perennisCelosiaConvolvulus tricolorDelphiniumDianthusDigitalisPetuniaPhlox, ecc.) e necessitano di particolare attenzione: annaffiare regolarmente, intervenendo anche tutte le sere in caso di forte siccità. E’ consigliabile asportare le infiorescenze appassite delle specie che producono semi (come Petunia e Tagetes), praticando una leggera cimatura per evitare la disseminazione e favorire una fioritura abbondante e prolungata.

Su Chrysanthemum ‘Williams’, occorre effettuare la sbocciolatura, eliminando il primo bocciolo (detto “falso bottone”) perché darebbe origine ad un fiore irregolare.

Se in questo periodo di vacanzeci si deve assentare, asportare i boccioli dalle piantine, così al rientro ci saranno nuovi germogli pronti a sbocciare.

Messa a dimora

In luglio si trapiantano PetuniaSalviaTagetes e Zinnia, scegliendo una posizione soleggiata e utilizzando terreno leggero, ben drenato.

Tutori

Sistemare gli appositi sostegni vicino alle piante che si accrescono molto in altezza, onde evitare che si pieghino a causa del vento o del loro stesso peso.

Concimazioni: Somministrare ogni due settimane un concime complesso in forma liquida, da distribuire nelle ore più fresche.

Semine

Nel mese di luglio è ancora possibile seminare: BellisMyosotisViola e i cavoli ornamentali che, con il loro fogliame variegato in rosa, bianco e verde, orneranno le aiuole da novembre a gennaio.  

A fine agosto, si seminano invece: CampanulaDigitalisMyosotisAquilegia e Viola.

Fiori recisi

Volendo abbellire la casa con fiori recisi raccolti in giardino, conviene intervenire al mattino presto praticando un taglio netto ed obliquo; si eliminano poi le foglie basali e s’immergono i gambi in vasi riempiti con acqua, lasciandoli in un luogo fresco per alcune ore prima di trasferirli nell’abitazione.

Malattie

Con l’arrivo dei primi temporali e l’aumento dell’umidità relativa dell’aria, si possono verificare attacchi di ruggine e di mal bianco.

La ruggine si manifesta con la comparsa sulla pagina inferiore delle foglie di pustole concentriche, dalle quali a maturità fuoriescono numerosissime spore che, veicolate dall’acqua e dal vento, diffondono l’infezione.

Le foglie attaccate da mal bianco sono invece ricoperte da una muffa farinosa che provoca l’ingiallimento e il disseccamento della vegetazione.

Contro queste avversità si può intervenire con trattamenti settimanali a base di bitertanolo-25 (Proclaim) alternato a zolfo bagnabile, secondo dosi e modalità riportati in etichetta

BULBOSE

Le specie a fioritura estivo-autunnale sono nel pieno del loro splendore e per mantenersi tali il più a lungo possibile, devono essere annaffiate regolarmente, e ripulite dai fiori appassiti e dalle foglie secche e ingiallite. Occorre poi sostenere le varietà più alte con appositi tutori. E‘ consigliabile estirpare le erbe infestanti eventualmente presenti e zappettare il terreno per limitare la traspirazione.

Se si vuole che le dalie producano dei fiori più grandi e robusti, bisogna ricordarsi di asportare regolarmente i boccioli laterali.

Messa a dimora

In luglio si possono ancora piantare alcune bulbose: AnemoneColchicumCrocus a fioritura autunnale, Fritillaria imperialis, le varietà di Gladiolus a fioritura tardiva, Sternbergia lutea, ecc.

In agosto si piantano in piena terra NarcissusCrocusHelleborusRanunculusAnemoneIris rizomatosi, ecc. È importante studiare bene la disposizione di specie e cultivar che fioriscono in tempi diversi, in modo da prolungare l’effetto decorativo dalla primavera fino all’inverno.

Bulbi da immagazzinare

Completare la pulizia dei bulbi che sono stati tolti dal terreno il mese passato, dividerli per qualità e colore e immagazzinarli in un locale ben aerato.

Bulbi inselvatichiti

In agosto sarà arrivato il momento di diradare i bulbi lasciati a inselvatichire nei prati: si tolgono dal terreno con l’aiuto di una vanga-forca, facendo attenzione a non danneggiarli. Si scartano quelli vecchi o quelli che presentano delle imperfezioni e si trapiantano subito gli altri, disponendoli a distanze variabili tra 50 cm e 1 m a seconda della specie. Ricordarsi di mettere i bulbi soggetti a marciumi in uno strato di sabbia, in modo da migliorare il drenaggio.

Fioriture in casa a dicembre

Per avere in casa delle piante fiorite già a partire da dicembre, a fine agosto disporre i bulbi in ciotole di fibra o altro materiale, e riporle in un ambiente buio per tre o quattro mesi, bagnando ad intervalli regolari, in modo da mantenere i recipienti sempre leggermente umidi.

In questa stagione conviene completare le ordinazioni dei bulbi da mettere a dimora in autunno e che fioriranno l’anno prossimo.

Malattie

In questo periodo possono essere frequenti gli attacchi di ruggine e mal bianco. Se si notano i sintomi di queste malattie bisogna intervenire tempestivamente con prodotti specifici, secondo dosi e modalità riportate in etichetta.

ROSE

In estate è fondamentale che le rose ricevano la giusta quantità di acqua, in quanto scarse annaffiature potrebbero favorire la crescita di radici superficiali e la produzione di fiori di piccole dimensioni. Occorre quindi bagnare abbondantemente facendo in modo che l’acqua raggiunga le radici profonde, intervenendo anche tutti i giorni in caso di siccità. Se necessario, zappettare il terreno alla base delle piante e rinnovare la pacciamatura.

Concimazioni

Può essere utile in questo periodo distribuire un concime ternario (azoto, fosforo e potassio), interrandolo con una leggera zappettatura (4 Kg. ogni 100 m2).

Potature

Si può praticare una potatura verde sugli arbusti di rose che si sono infittiti troppo, per favorire la circolazione di aria e luce e permettere una crescita regolare. Asportare i fiori appassiti nelle cultivar rifiorenti, mentre si consiglia di lasciare che si formino i frutti decorativi nelle specie non rifiorenti come Rosa rugosaR. complicata e R. pimpinellifolia. Eliminare i succhioni che nascono sotto il punto d’innesto e che toglierebbero sostanze nutritive alla pianta, indebolendola.

Moltiplicazione

Agosto è il periodo adatto per moltiplicare le rose tramite innesto a gemma, talea semi-legnosa e propaggine. Il metodo della propaggine è adatto per le rose rampicanti e le cultivar con fusti flessibili, come Rosa alba e R. damascena: si sceglie un getto vigoroso dalla parte basale della pianta e lo si interra in modo che la porzione terminale sia rivolta verso l’alto. Si pratica un’incisione nel punto di contatto con il suolo e si pennella con polvere di ormoni radicanti. Si eliminano le foglie e i germogli laterali posteriori a quel punto, si fissa il getto nel terreno con un filo di ferro ripiegato ad U, e si lega il fusticino emergente ad un tutore. La radicazione avverrà in un anno circa.

Sarmentose

‘Sister Elizabeth’ (David Austin 2006) Rosa Inglese bassa e arrotondata arcuandosi e diramendosi forma un arbusto simmetrico

Occorre dedicare un po’ di attenzione alle rose sarmentose, eliminando la vegetazione che ha fiorito nelle piante non rifiorenti, e tagliando tre gemme in quelle rifiorenti per favorire la fioritura di settembre-ottobre.

In luglio è consigliabile effettuare la potatura delle sarmentose che hanno terminato la fioritura: nel caso di piante giovani, si riducono i getti laterali per circa i due terzi della loro lunghezza. Dal terzo anno in poi occorre tagliare al livello del terreno i fusti fioriferi. Se il numero dei germogli appare scarso, mantenere i rami vecchi per un’altra stagione, potando i germogli laterali a due-tre gemme.

Rose rampicanti

Continuare a fissare i nuovi getti delle rose rampicanti ad appositi sostegni.

‘Teasing Georgia’ (David Austin 1998) Rosa rifiorente, ha vinto la medaglia Henry Edland nel 2002 per varietà con migliore profumazione

Prevenzione malattie

Effettuare un trattamento antiparassitario preventivo contro le principali patologie che si possono manifestare in questa stagione (mal bianco, ruggine e ticchiolatura).

Si possono iniziare a moltiplicare le rose mediante innesto ad occhio dormiente su selvatico (in genere a questo scopo si utilizzano Rosa canina e R. rugosa, dotate di un sistema radicale molto vigoroso ed elevata compatibilità con la gran parte delle rose coltivate).

Rose in miniatura

Le rose in miniatura possono essere moltiplicate per talea prelevando dei rametti lunghi 5-10 cm provvisti di una porzione del ramo portante (“tallone”) e piantandoli in un miscuglio composto da torba e sabbia in parti uguali, in cassone freddo. Le piantine s’invasano singolarmente alla comparsa delle radici, e potranno essere messe a dimora in autunno.

GIARDINI ROCCIOSI

A luglio sono in fiore: Achillea filipendulina e A. tomentosaArmeria alpinaAsclepias tuberosaCampanula carpaticaChrysanthemum leucanthemumCineraria maritimaCoreopsis grandifloraCyclameneuropaeumDelphinium hybridumDigitalis purpureaGaillardiaGeum coccineumGypsophila repensHemerocallisHeuchera sanguineaHostaHypericum calycinumLavandula spicaLeontopodium alpinumLupinus polyphyllusLychnis chalcedonicaPapaver alpinum e nudicaulePenstemon barbatusPhlox decussataSantolina chamaecyparissusSedum acreThymus serpyllumVeronica spicataVinca major.

In agosto si possono ammirare le fioriture di: Achillea filipendulinaAnemone japonicaAsclepias tuberosaAster ibridi nani, Astilbe arendsiiCampanula carpaticaCeratostigma plumbaginoidesCyclamen europaeumDelphinium ibridi, GaillardiaGypsophila repens, ecc.

Annaffiature e infestanti

In caso di forte siccità è necessario annaffiare regolarmente, facendo attenzione a non creare ruscellamenti con conseguente asportazione di terriccio. Estirpare le erbe infestanti e, in presenza di lumache o altri insetti, disinfestare con prodotti appositi.

Potature

Asportare le infiorescenze appassite. In agosto cimare FuchsiaLantanaLavandula e altre specie suffruticose, per stimolare la fioritura autunnale.

Eseguire una potatura verde sui piccoli arbusti troppo infoltiti, eliminando rami e parte del fogliame nel centro della pianta, così da favorire la circolazione di aria e luce e limitare gli attacchi fungini.

Moltiplicazioni 

In agosto, dividere i cespi delle specie alpine a fioritura primaverile: si tolgono dal terreno, si sezionano con coltello affilato, e si ripiantano alla stessa profondità, riparandole con una rete ombreggiante. Se le porzioni sono piccole, conviene invasarle e lasciarle crescere in cassone freddo fino a quando spunteranno nuove radici.

Per talea si moltiplicano AethionemaAubrietiaDaphneHelianthemumIberisSedum, ecc.

Malattie

In presenza di attacchi fungini o parassitari, meglio estirpare e bruciare le piante per impedire la diffusione delle infezioni. Sostituire poi le piante morte o eliminate.

PIANTE ACQUATICHE VASCHE E LAGHETTI

Numerose specie acquatiche sono in fiore: Butomus umbellatusNymphaea spp., Pontederia cordataRanunculus linguaSagittaria sagittifolia, ecc.

Le piante galleggianti e ossigenanti sono in piena attività vegetativa: è necessario diradare quelle che tendono ad accrescersi troppo poiché potrebbero compromettere la qualità dell’acqua. Asportare le alghe sulla superficie del laghetto ed eliminare i fiori appassiti delle piante acquatiche, per stimolare una nuova fioritura ed impedire che si vadano ad accumulare sul fondo. Rabboccare l’acqua evaporata e rinnovarla parzialmente per mantenerla sempre fresca ed ossigenata.

Eliminare le infestanti eventualmente presenti sulla riva, e, se necessario, irrigare in modo che il terreno rimanga sempre umido. Colpire gli afidi con il getto d’acqua, così da favorirne la caduta e l’ingestione da parte dei pesci.

Propagazione 

Piante sommerse (Lagarosiphon major e  Myriophyllum): prelevare dall’apice delle talee lunghe 10-15 cm, inserirle in vasi con terreno fertile e sommergerle; alla comparsa delle radici, trapiantare a dimora.

Talee di fusto: Ceratophyllum, Elodea, HottoniaPolygonumRanunculusVeronica, ecc. Si prelevano talee lunghe 15-20 cm e si dispongono singolarmente o in mazzi di 3-6 in un vasetto riempito con terriccio, che poi s’immerge in un contenitore pieno di acqua, in modo che i fusti restino sotto la superficie, e lo si posiziona in un luogo fresco e ombreggiato. Dopo la radicazione, si trapiantano le nuove piantine in recipienti più grandi e si inseriscono nel laghetto.

Ninfee: possono essere moltiplicate facendo delle sezioni di radice provviste di una sola gemma, da collocare in contenitori sommersi. Nelle specie vivipare è sufficiente staccare le plantule figlie che si formano lungo la nervatura centrale delle foglie e si rinseriscono nell’acqua, dove radicheranno rapidamente.

 

 

Irrigazione e pacciamatura, le armi contro il capnode

Irrigazione e pacciamatura sono le armi contro il capnode

Nella stagione estiva è sempre più frequente rinvenire sulla vegetazione delle drupacee gli adulti di capnode (Capnodis tenebrionis).

Un coleottero tipico delle regioni più calde che ormai ha ampliato il suo raggio d’azione diffondendosi anche nei frutteti settentrionali.

Larve pericolose

Gli adulti sono presenti sulla chioma delle piante a partire da aprile ed essendo insetti termofili ed eliofili, li si trova più di frequente nelle ore più calde e sulla parte della chioma irradiata dal sole. Gli adulti sono ben visibili e altrettanto visibile è il danno che provocano; attaccano di preferenza le piante in precario stato vegetativo su cui recidono il picciolo delle foglie facendole cadere a terra.

La vera minaccia per le piante è rappresentata dalle larve che si sviluppano all’interno delle radici e del colletto e che con la loro attività trofica compromettono seriamente la funzionalità del sistema conduttore e di sostegno dell’albero. L’infestazione larvale, diversamente da quella degli adulti, è difficile da diagnosticare perché si manifesta con sintomi aspecifici quali emissione di gomma alla base del tronco, appassimento fogliare, disseccamento di settori della chioma. A seguito dell’azione delle larve, le piante colpite, specie se giovani, possono disseccare e infine morire.

Gli adulti di capnode svernano in ripari naturali alla superficie del suolo e sulle drupacee spontanee per spostarsi a primavera sulla chioma degli albicocchi e delle altre drupacee coltivate. Gli adulti rimangono tutta l’estate sulla chioma con due picchi di presenza, uno a maggio con prevalenza di adulti svernanti e uno ad agosto con prevalenza di giovani adulti. Le deposizioni cominciano a giugno e proseguono fino a settembre inoltrato; le femmine depongono le uova nel terreno a 40-50 cm di distanza dalla pianta o nelle fessure corticali della parte basale del tronco.

Ogni femmina può deporre fino a 600 uova, disposte singolarmente o in piccoli gruppi di una ventina di elementi. Dopo 10-12 giorni circa, dalle uova sgusciano le larve neonate che si muovono nel terreno alla ricerca di una pianta ospite. È questo il momento più critico per l’insetto in quanto le larve non sono in grado di effettuare grandi spostamenti e se non raggiungono entro 24 ore una pianta ospite, muoiono. Se riescono ad insediarsi iniziano a scavare gallerie sottocorticali soprattutto nella parte interrata del fusto, quella al di sotto del terreno e da cui partono le radici. Man mano che crescono, le larve scavano gallerie sempre più profonde, che facilmente arrivano all’apparato radicale.

Come prevenire le infestazioni

Per quanto la presenza di questa specie sia in lento aumento un po’ ovunque, i danni sono localizzati negli impianti, specialmente di albicocco, coltivati in aree collinari caratterizzate da scarsa disponibilità idrica e assenza di irrigazione.

Recenti indagini di laboratorio hanno provato l’esistenza di una correlazione negativa tra il contenuto idrico del terreno, espresso come capacità idrica di campo, e la percentuale di schiusura delle uova. Se dopo la deposizione delle uova il terreno è bagnato, è molto probabile che le uova non riescano a schiudersi. Se il suolo è umido anche la larva neonata di capnode non riesce a spostarsi e a raggiungere la pianta ospite.

Per limitare le infestazioni è stato anche sperimentato il posizionamento di barriere fisiche (o pacciamature) posizionate alla base delle piante, intorno al colletto. Queste barriere, fatte di strati di materiale in tessuto non tessuto che possono essere anche impregnate di funghi entomopatogeni, non consentono al capnode di deporre le uova vicino al colletto e impediscono o comunque rendono molto difficile alle larve di arrivare al colletto della pianta ospite.

Come difendere il tuo prato con il trattamento antirgeminello

Il periodo più freddo dell’anno è ormai passato e le giornate miti d’estate ti fanno venir voglia di goderti il sole e stare all’aperto in tutta tranquillità; prima di aprire il gazebo e tirar fuori tavoli e sedie, è importante mettere il tuo prato in forma per l’estate. Uno dei passi fondamentali che puoi fare per proteggere il giardino da parassiti e malattie è applicare un trattamento antirgeminello

Trattamento antigerminello: a cosa serve?

Se hai un bel prato all’inglese saprai certamente che per mantenerlo servono cure e pazienza. Specialmente quando arriva la primavera, è necessario procurarsi strumenti e prodotti preventivi capaci di mantenere il tuo giardino in salute e in ordine. I nemici di questo periodo sono le erbe infestanti e in particolare il pabbio, una pianta appartenente alla famiglia delle Graminacee molto diffusa in Italia. Essa è molto invasiva e predilige i tappeti erbosi per il loro ph neutro. 

Il problema è che il pabbio non solo rende disordinato e spento il tuo prato, ma ruba il nutrimento alle piante che coltivi con tanta passione, creando chiazze antiestetiche sul manto erboso. Tenace e difficile da sradicare senza danneggiare la flora circostante, è importante prevenire la sua radicazione e maturazione con l’antigerminello, un diserbante che agisce sulle piante nel momento della germinazione dei semi.

Quando applicare l’antigerminello

L’antigerminello è un trattamento da fare nel periodo primaverile. Ti consigliamo di applicarlo tra la metà di aprile e l’inizio di maggio, facendo poi una seconda distribuzione quaranta giorni dopo. In genere può essere usato anche in altri periodi dell’anno, come settembre, a seconda delle erbe infestanti delle quali ti vuoi liberare, oppure durante le prime piogge primaverili. Ricorda comunque di non eseguire questa operazione in estate e di fare il tutto massimo entro la fine giugno. Infatti  l’antigerminello, presente sul mercato sia in forma liquida che granulare, richiede un’abbondante irrigazione dopo l’applicazione. 

Per evitare spiacevoli conseguenze per il tuo giardino, ricorda di:

  • Non usarlo mai nelle giornate di vento 
  • Non distribuirlo vicino ai cespugli, alle aiuole o alle altre tue piante, che potrebbero subirne la tossicità
  • Esegui un’applicazione uniforme

Come limitare la proliferazione delle erbe infestanti

L’antigerminello è sicuramente un prodotto ideale per prevenire l’invasione del tuo prato da parte delle Graminacee come il pabbio o altre malerbe. Oltre a questo, per mantenere sempre bello e in salute il tuo spazio verde, ti conviene mantenerlo molto fitto, in modo da non lasciare spazi alle piante infestanti, irrigarlo adeguatamente e concimare quando necessario le tue piante. In genere, oltre al diserbante, che può essere talvolta risolutivo, una buona manutenzione è la soluzione ideale per evitare grossi problemi.

Se non hai tempo o non hai gli strumenti per curare al meglio il tuo prato, puoi affidarti alla nostra esperienza e professionalità. Noi di Matozzo Giardini proponiamo un servizio completo di manutenzione che, oltre al trattamento contro le erbe infestanti, comprende il taglio dell’erba, la concimazione del terreno e il trattamento di fitoprotezione.

Nelle nostre mani esperte il tuo giardino sarà protetto e mantenuto in salute. Dai un’occhiata al nostro sito e scopri di più sui servizi che offriamo!

Foglie cambiano colore e cadono

Foglie cambiano colore e cadono

Che bel periodo l’autunno con i colori che ci preparano all’inverno e che ci danno ancora la possibilità di fare lunghe camminate nei boschi e nelle montagne. Le giornate si accorciano ma ci lasciano godere quel poco di foglie colorate che restano. Vi siete mai chiesti perché le foglie cambiano colore e cadono dagli alberi?

In questo articolo rispondiamo a questa domanda. Ecco quindi i motivi per cui le foglie cambiano colore e cadono.

Il tessuto delle foglie è formato da cellule ricche di cloroplasti. Grazie a questi organuli, la foglia svolge il processo di fotosintesi. Per essere più chiari cattura la luce del sole per produrre energia e mantenersi in vita.

I raggi del sole vengono assorbiti dai pigmenti chimici, come la clorofilla che si trova nella parte visibile, cioè superiore della foglia, facendo sì che le foglie si colorino.

Ad esempio, durante l’estate le foglie sono verdi perché la clorofilla assorbe la luce solare e colora la foglia di verde.

In autunno, d’altro canto, le piante non assorbono molta luce solare e quindi la clorofilla diminuisce facendo aumentare i pigmenti che danno vita al colori caldi come rosso, arancione e giallo, ovvero le xantofille e i carotenoidi.

Ma quindi perché non cambiano solo colore invece di cadere?

In autunno la temperatura scende e la foglia assorbe poca energia dal sole quindi sta per concludere il suo ciclo vitale. Diventa un peso per la pianta in sé la quale entra in modalità risparmio energetico. Quindi la pianta non trasmette più l’acqua alla foglia dato che la foglia è ormai invecchiata e quindi i cloroplasti diventano sempre meno vitali. La foglia a questo punto cambia colore e comincia a restringersi fino a cadere a terra. Se restasse attaccata all’albero rischierebbe di poter fare ghiacciare i liquidi all’interno rischiando di compromettere la capacità degli alberi di produrre energia.

Come vediamo sono ben diverse dalle piante sempreverdi. Loro riescono produrre energia e continuano a mandare acqua alle foglie perché hanno le foglie super sottili come un ago. Quindi gli alberi riescono lo stesso a risparmiare energia.

Ecco i motivi per cui le foglie cambiano colore e cadono.

COSA FARE PER PORTARE IN SALVO LE PIANTE

cosa fare per portare in salvo le piante

L’inverno sta arrivando! Ma stai tranquillo niente panico. Se hai letto il precedente articolo “Cose da fare nel mese di Novembre in giardino”, allora stai assolutamente tranquillo. Se invece non lo hai ancora letto che cosa aspetti? In ogni caso non preoccuparti sei ancora in tempo per continuare a fare i lavori prima che le temperature si abbassino di più.
Puoi ancora prenderti cura del tuo giardino oppure puoi ancora prenderti cura delle piante che hai nel tuo balcone.
Leggi questo articolo per sapere cose fare per portare in salvo le piante nei vasi o quelle rimaste in giardino!

Esatto, portare in salvo!  

Come prima cosa devi assolutamente portare al riparo le piante più sensibili al gelo. Ad esempio, le piante mediterranee non reggono i mesi di freddo pertanto portale in un luogo un po’ più caldo come dentro casa. Una volta fatta questa operazione controlla che esse non abbiano parassiti. Non vorrai mica avere la casa piena di animaletti!

Scherzi a parte, lo stesso vale per le piante che hai nei vasi sul balcone. Coprile con tessuti adatti alla protezione invernale perché non avendo abbastanza terriccio da proteggere le loro radici, esse sono sensibili. 

Ricordati di bagnare le piante sempre verdi. Anche loro necessitano di acqua nonostante ci sia freddo. Quindi nelle giornate leggermente più calde dalle da bere.

Infine, un’ultima cosa importante è quella di evitare di fare stagnare le piante. Come fare?

Prendi una ciotola oppure un copri-vaso in modo che l’acqua riesca a passare attraverso il foro evitando chiaramente di stagnare. Grazie a questo processo le piante evitano di ammalarsi. 

Nonostante l’inverno stia arrivando continua a prenderti cura delle tue piante e vedrai che in estate saranno più forti che mai. 

Non disperare, rimboccati le maniche e segui questi consigli per portare in salvo le piante nei vasi o quelle rimaste in giardino!

cosa fare per portare in salvo le piante

Cose da fare nel mese di novembre in giardino!

NOVEMBRE: COSE DA FARE IN GIARDINO

Durante queste settimane devi prepare al meglio il tuo giardino affinché superi i mesi più freddi. I lavori da fare sono molti, quindi approfitta sempre delle giornate migliori per dedicare il tempo dovuto al tuo giardino.

Il lavoro generale che devi fare è quello di protezione delle piante con foglie, paglia, rami o teloni. Inoltre, gli strumenti di irrigazione e pompe devono essere riposti in garage per evitare che si ghiaccino col freddo.

Per il resto, concentra i tuoi sforzi su queste 6 categorie:

  • Alberi
  • Rampicanti
  • Piante annuali
  • Piante perenni
  • Rose
  • Piante acquatiche, vasche e laghetti

ALBERI

La prima cosa da fare è controllare lo stato degli alberi. Se vi sono alberi in cattiva salute meglio provvedere subito al loro abbattimento. In questa operazione occorre molta cautela se decidi di procedere personalmente. Nel caso di alberi di grossa taglia, ti consigliamo comunque di richiedere il supporto di una ditta specializzata.

Le foglie finora cadute puoi utilizzarle per proteggere le piante delicate del tuo giardino.

RAMPICANTI

Per le piante rampicanti controlla se sono fissate bene per evitare che cedano sotto il peso della neve. Rafforza i sostegni con ulteriori supporti se necessario.

Inoltre, meglio proteggerle ricoprendolo con dei teli in nylon.

PIANTE ANNUALI

Se ancora non lo hai fatto, elimina queste piante e procedi alla raccolta dei semi per la moltiplicazione.

PIANTE PERENNI

Per le piante perenni, il cui ciclo di vita è più lungo, applicare del concime è altamente consigliato, così come proteggerle con rami, foglie o paglia.

Per quelle in vaso, se si ha a disposizione un luogo dove ripararle, è ancora meglio.

ROSE

Le rose hanno terminato la loro fioritura. Puoi procedere alla messa a dimora dei rosai:

  • come prima cosa puoi tagliare le radici eccessivamente lunghe e quelle vecchie;
  • controllare che sia ben salda nel terreno;
  • colmare gli eventuali spazi con letame e terra;
  • se il clima è eccessivamente secco, annaffiare dopo le operazioni.

VASCHE E LAGHETTI

Qui devi accertarti, di tanto in tanto, che le acque siano sempre pulite dalle foglie che cadono dagli alberi per non alterare la qualità dell’acqua.

Se possiedi gli strumenti, sarebbe buona pratica riscaldare le acque, evitando così che si ghiaccino e portino alla morte dei pesci.

Il freddo è arrivato e nei prossimi mesi si farà sentire ancora di più. Per questo devi assolutamente proteggere il tuo giardino e le tue piante. Ma non è tutto!

Ci sono ulteriori attività a cui dedicare il tuo tempo. Abbiamo cercato in questo articolo di esporti quelle principali e a cui riteniamo occorra dare precedenza!

3 fertilizzanti naturali per le tue piante da scarti di cucina

I fertilizzanti conferiscono alle piante un supplemento di sali minerali e ristabiliscono il pH acido del terreno, vitali per la fioritura e la buona salute delle tue piante.

Ti segnaliamo 3 fertilizzanti naturali che puoi ottenere facilmente da scarti di cucina e che puoi impiegare per rivitalizzare il tuo giardino, il tuo orto e le tue piante!

 

#1. I RESTI DEL CAFFÈ

Ogni volta che fai un caffè ci sono dei resti che di solito vengono buttati. Comincia allora a mettere da parte questi resti per ottenere un ottimo fertilizzante!

Per realizzarlo bastano 2 semplici passaggi: 

  • primo, aggiungi un bicchiere d’acqua ai fondi del caffè e lascialo per una giornata o due;
  • secondo, diluisci la miscela ottenuta in 1,5 litri di acqua e usala per annaffiare le piante.
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#2. I GUSCI D’UOVO

I gusci d’uovo rappresentano un altro resto di cucina da cui puoi ricavare un fertilizzante naturale! 

In questo caso devi seguire 4 passaggi:

  • primo, riduci in briciole 4 gusci d’uova;
  • secondo, aggiungi dell’aceto realizzando una schiuma;
  • terzo, aggiungi un bicchiere d’acqua e lascia riposare per alcune ore;
  • quarto e ultimo, diluisci la miscela in 2,5 litri di acqua e usala per annaffiare il terreno o terriccio dei tuoi vasi.

 

 

#3. ACQUA DI RISCIACQUO DEL RISO CRUDO

L’ultimo fertilizzante naturale puoi ottenerlo con l’acqua di risciacquo del riso crudo. Rispetto all’acqua normale, questa è molto più nutriente perché maggiormente ricca di fosforo e potassio. Non devi aggiungere nessun’altra sostanza, ma puoi direttamente utilizzarla per innaffiare le tue piante!

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Il fertilizzante è un composto in grado di rinvigorire piante e terreni. Allora perché non utilizzarli se puoi inoltre ricavarli da avanzi di cucina?

Questi tre che ti abbiamo presentato sono totalmente a costo zero e ricavabili da resti che ogni giorno ci ritroviamo a buttare.

Segui le nostre indicazioni e ricavaci 3 fertilizzanti naturali per le tue piante!

7 lavori che devi fare in giardino ad ottobre

È iniziata da poco la stagione autunnale ma le temperature sono diminuite vistosamente, pertanto bisogna correre ai ripari! Devi proteggere il tuo giardino dalle gelate che arriveranno! 

Ecco i 7 lavori da fare in giardino ad ottobre!

 

#1: PULIZIA

Già a settembre ti abbiamo consigliato di pulire bene il terreno dalle erbe infestanti e prepararlo per le nuove piantagioni. Se ancora non lo hai fatto, puoi rimediare questo mese. La stessa cosa vale per il tappeto erboso: tagliare l’erba impedisce che il prato si danneggi sotto il peso della neve.

 

#2: MESSA A DIMORA

Procedi alla messa a dimora di tutte le piante coltivate in vaso e di quelle sempreverdi. Dove necessario eseguire le potature.

 

#3: RACCOLTA SEMI

Raccogliere i semi di quelle piante che si vuole ricoltivare, può essere molto utile. Vanno conservati in sacchetti di carta fino a quando non sono secchi.

 

#4: ORTO E FRUTTETO

Se disponi di un orto o un frutteto, procedi pure alla raccolta dei loro ortaggi prima che marciscano. È consigliato lasciare un appezzamento a maggese, ovvero senza coltivarlo durante la stagione fredda affinché diventi più produttivo l’anno prossimo. 

Il terreno va dissodato e concimato. Ideale sarebbe l’utilizzo del compost, concime naturale.

Se vuoi continuare a produrre ortaggi e verdure in questi mesi, può scegliere le insalate, gli spinaci, le cime di rapa e le coste, che impiegano poco tempo a crescere. Tra gli ortaggi che invece resistono al freddo, troviamo: cipolle, aglio, piselli, broccoli, fave, zucca. 

Il consiglio è quello di preparare le piantine in semenzaio oppure acquistarle direttamente in vivaio. Non vale la pena, infatti, seminare in terrapiena poiché i semi o i piccoli germogli potrebbero morire a causa di un improvviso calo delle temperature.

 

#5: PROTEZIONE CONTRO LE GELATE

Il tuo giardino deve essere ben equipaggiato per resistere al freddo che verrà e che potrebbe danneggiare le vostre piante. Copritele bene con dei teloni di protezione o addirittura se avete l’opportunità di spostarle in una serra o in cantina, fatelo.

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#6: LE ROSE 

Questo è il mese perfetto per piantare le rose, perché hanno l’opportunità di crescere prima che arrivi il forte freddo e fiorire, poi, al termine dell’inverno.

#7: BALCONI E TERRAZZI 

Anche le piante sul tuo balcone o terrazzo devono ricevere la stessa attenzione di quelle in giardino. Puoi anche mantenerle all’aperto ma occorre anche in questo caso proteggerle con rami, foglie o teloni. 

Ottobre è il mese chiave per preparare il giardino in vista dell’inverno. Ti abbiamo elencato 7 lavori che devi assolutamente svolgere ad ottobre!

Adottando le semplici misure che ti abbiamo suggerito in questo articolo, riuscirai a proteggere il giardino dal gelo in maniera adeguata e a mantenerlo in buono stato per la prossima primavera!

La pianta numero uno per il tuo appartamento!

Vivi in un appartamento e non sai quali piante coltivare per abbellire il tuo balcone?

Allora sei nel posto giusto!

In questo articolo ti parleremo della Schefflera, la pianta numero uno per il tuo appartamento!

LA SCHEFFLERA

La Schefflera è una pianta dal portamento slanciato, decorativa e facile da coltivare.

La coltivazione in vaso è quella più indicata per questa pianta di origine tropicale. È una pianta che richiede particolarmente la luminosità, quindi assicurati di trovarle un posto adeguato nelle stagioni fredde.

Invece, in primavera e in estate puoi metterla tranquillamente all’aperto. 

CARATTERISTICHE

La Schefflera presenta abbondanti foglie giallo-verdi che tendono a raggrupparsi ricordando la forma di un ombrello. Ecco perché è conosciuta anche come “pianta ombrello”!

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Il terriccio più adatto per la sua coltivazione è un po’ acido e sabbioso. Le annaffiature sono abbondanti in primavera ed estate soprattutto. 

La schefflera non richiede potature, a meno che non si voglia contenere o aggiustare la forma per gusto personale. 

 

RINVASO

La Schefflera può vivere in appartamento senza necessità di rinvaso anche per più di 10 anni. Tuttavia, se si nota la fuoriuscita delle radici dal vaso, allora è meglio procedere al rinvaso in un recipiente più grande del precedente, mettendo una manciata d’argilla sul fondo come drenante.

 

Come visto, la Schefflera è una pianta molto gradevole e resistente, non viene attaccata da parassiti e questo significa che necessita di rari interventi.

Le caratteristiche che abbiamo elencato, la rendono la pianta numero uno d’appartamento!