Irrigazione e pacciamatura, le armi contro il capnode

Irrigazione e pacciamatura sono le armi contro il capnode

Nella stagione estiva è sempre più frequente rinvenire sulla vegetazione delle drupacee gli adulti di capnode (Capnodis tenebrionis).

Un coleottero tipico delle regioni più calde che ormai ha ampliato il suo raggio d’azione diffondendosi anche nei frutteti settentrionali.

Larve pericolose

Gli adulti sono presenti sulla chioma delle piante a partire da aprile ed essendo insetti termofili ed eliofili, li si trova più di frequente nelle ore più calde e sulla parte della chioma irradiata dal sole. Gli adulti sono ben visibili e altrettanto visibile è il danno che provocano; attaccano di preferenza le piante in precario stato vegetativo su cui recidono il picciolo delle foglie facendole cadere a terra.

La vera minaccia per le piante è rappresentata dalle larve che si sviluppano all’interno delle radici e del colletto e che con la loro attività trofica compromettono seriamente la funzionalità del sistema conduttore e di sostegno dell’albero. L’infestazione larvale, diversamente da quella degli adulti, è difficile da diagnosticare perché si manifesta con sintomi aspecifici quali emissione di gomma alla base del tronco, appassimento fogliare, disseccamento di settori della chioma. A seguito dell’azione delle larve, le piante colpite, specie se giovani, possono disseccare e infine morire.

Gli adulti di capnode svernano in ripari naturali alla superficie del suolo e sulle drupacee spontanee per spostarsi a primavera sulla chioma degli albicocchi e delle altre drupacee coltivate. Gli adulti rimangono tutta l’estate sulla chioma con due picchi di presenza, uno a maggio con prevalenza di adulti svernanti e uno ad agosto con prevalenza di giovani adulti. Le deposizioni cominciano a giugno e proseguono fino a settembre inoltrato; le femmine depongono le uova nel terreno a 40-50 cm di distanza dalla pianta o nelle fessure corticali della parte basale del tronco.

Ogni femmina può deporre fino a 600 uova, disposte singolarmente o in piccoli gruppi di una ventina di elementi. Dopo 10-12 giorni circa, dalle uova sgusciano le larve neonate che si muovono nel terreno alla ricerca di una pianta ospite. È questo il momento più critico per l’insetto in quanto le larve non sono in grado di effettuare grandi spostamenti e se non raggiungono entro 24 ore una pianta ospite, muoiono. Se riescono ad insediarsi iniziano a scavare gallerie sottocorticali soprattutto nella parte interrata del fusto, quella al di sotto del terreno e da cui partono le radici. Man mano che crescono, le larve scavano gallerie sempre più profonde, che facilmente arrivano all’apparato radicale.

Come prevenire le infestazioni

Per quanto la presenza di questa specie sia in lento aumento un po’ ovunque, i danni sono localizzati negli impianti, specialmente di albicocco, coltivati in aree collinari caratterizzate da scarsa disponibilità idrica e assenza di irrigazione.

Recenti indagini di laboratorio hanno provato l’esistenza di una correlazione negativa tra il contenuto idrico del terreno, espresso come capacità idrica di campo, e la percentuale di schiusura delle uova. Se dopo la deposizione delle uova il terreno è bagnato, è molto probabile che le uova non riescano a schiudersi. Se il suolo è umido anche la larva neonata di capnode non riesce a spostarsi e a raggiungere la pianta ospite.

Per limitare le infestazioni è stato anche sperimentato il posizionamento di barriere fisiche (o pacciamature) posizionate alla base delle piante, intorno al colletto. Queste barriere, fatte di strati di materiale in tessuto non tessuto che possono essere anche impregnate di funghi entomopatogeni, non consentono al capnode di deporre le uova vicino al colletto e impediscono o comunque rendono molto difficile alle larve di arrivare al colletto della pianta ospite.

Come difendere il tuo prato con il trattamento antirgeminello

Il periodo più freddo dell’anno è ormai passato e le giornate miti d’estate ti fanno venir voglia di goderti il sole e stare all’aperto in tutta tranquillità; prima di aprire il gazebo e tirar fuori tavoli e sedie, è importante mettere il tuo prato in forma per l’estate. Uno dei passi fondamentali che puoi fare per proteggere il giardino da parassiti e malattie è applicare un trattamento antirgeminello

Trattamento antigerminello: a cosa serve?

Se hai un bel prato all’inglese saprai certamente che per mantenerlo servono cure e pazienza. Specialmente quando arriva la primavera, è necessario procurarsi strumenti e prodotti preventivi capaci di mantenere il tuo giardino in salute e in ordine. I nemici di questo periodo sono le erbe infestanti e in particolare il pabbio, una pianta appartenente alla famiglia delle Graminacee molto diffusa in Italia. Essa è molto invasiva e predilige i tappeti erbosi per il loro ph neutro. 

Il problema è che il pabbio non solo rende disordinato e spento il tuo prato, ma ruba il nutrimento alle piante che coltivi con tanta passione, creando chiazze antiestetiche sul manto erboso. Tenace e difficile da sradicare senza danneggiare la flora circostante, è importante prevenire la sua radicazione e maturazione con l’antigerminello, un diserbante che agisce sulle piante nel momento della germinazione dei semi.

Quando applicare l’antigerminello

L’antigerminello è un trattamento da fare nel periodo primaverile. Ti consigliamo di applicarlo tra la metà di aprile e l’inizio di maggio, facendo poi una seconda distribuzione quaranta giorni dopo. In genere può essere usato anche in altri periodi dell’anno, come settembre, a seconda delle erbe infestanti delle quali ti vuoi liberare, oppure durante le prime piogge primaverili. Ricorda comunque di non eseguire questa operazione in estate e di fare il tutto massimo entro la fine giugno. Infatti  l’antigerminello, presente sul mercato sia in forma liquida che granulare, richiede un’abbondante irrigazione dopo l’applicazione. 

Per evitare spiacevoli conseguenze per il tuo giardino, ricorda di:

  • Non usarlo mai nelle giornate di vento 
  • Non distribuirlo vicino ai cespugli, alle aiuole o alle altre tue piante, che potrebbero subirne la tossicità
  • Esegui un’applicazione uniforme

Come limitare la proliferazione delle erbe infestanti

L’antigerminello è sicuramente un prodotto ideale per prevenire l’invasione del tuo prato da parte delle Graminacee come il pabbio o altre malerbe. Oltre a questo, per mantenere sempre bello e in salute il tuo spazio verde, ti conviene mantenerlo molto fitto, in modo da non lasciare spazi alle piante infestanti, irrigarlo adeguatamente e concimare quando necessario le tue piante. In genere, oltre al diserbante, che può essere talvolta risolutivo, una buona manutenzione è la soluzione ideale per evitare grossi problemi.

Se non hai tempo o non hai gli strumenti per curare al meglio il tuo prato, puoi affidarti alla nostra esperienza e professionalità. Noi di Matozzo Giardini proponiamo un servizio completo di manutenzione che, oltre al trattamento contro le erbe infestanti, comprende il taglio dell’erba, la concimazione del terreno e il trattamento di fitoprotezione.

Nelle nostre mani esperte il tuo giardino sarà protetto e mantenuto in salute. Dai un’occhiata al nostro sito e scopri di più sui servizi che offriamo!